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martedì 19 agosto 2008

Riscaldamento globale? Non secondo Bush

Washington DC - L'Amministrazione Bush pare aver trovato la soluzione ideale per risolvere il problema del riscaldamento globale; ignorarlo completamente.
E cosi' il Washington Post riporta martedi' mattina che uno tra i piu' stretti consulenti del Vice-Presidente Dick Cheney e' il candidato in pole-position per una promozione a vice-ministro al Dipartimento per l'Energia.
In tale ruolo, F. Chase Hutto III sarebbe responsabile della creazione delle politiche ministeriali sul riscaldamento gloale. Il signor Hutto e' conosciuto come uno dei piu' ardenti oppositori delle regolamentazioni in difesa dell'ambiente.
Parrebbe questa essere l'ennesima mossa del Governo Bush per frenare qualsiasi tipo di proposta politica che sia anche vagamente "verde".

lunedì 21 luglio 2008

Cheney amico del petrolio nemico dell'ambiente

Washington DC - Il Comitato della Camera per il Riscaldamento Globale e l'Indipendenza Energetica ha pubblicato un rapporto sulle politiche dell'Amministrazione Bush in materia d'ambiente che denuncia che il vice-Presidente Dick Cheney e l'industria del petrolio sono responsabili del cambiamento di strategia in direzione anti-ambientalista avvenuto negli ultimi anni alla Casa Bianca.
L'indagine e' arrivata a scoprire che membri del governo ai piu' alti livelli avevano deciso di sostenere il Clean Air Act, una legislazione del Congresso volta a regolare le emissioni di ossido di carbonio, non solo per quanto riguarda i veicoli, ma anche per gli impanti industriali per la produzione dell'energia. Questa posizione fu poi abbandonata in particolare a causa della pressione fatta dallo staff di Cheney e dai lobbisti della ExxonMobil.
Il rapporto e' basato in particolare su di un'intervista con Jason Burnett, un rappresentate della Environment Protection Agency (EPA - il Ministero dell'Ambiente), su discussioni private con altri rappresentanti del medesimo ministero e con documenti ottenuti grazie ad un ordine del Congresso dal Comitato per il Riscaldamento Globale.

venerdì 16 maggio 2008

L'ultimo colpo di Bush all'ambiente

Washington D.C. - Tra la guerra in Iraq, la recessione economica e un esecutivo che ha allargato i propri poteri all'interno del governo americano ad un livello allarmante, ci si chiede quale sara' l'eredita' piu' dannosa dell'amministrazione Bush.
Tra i vari contendenti, c'e' anche la politica ambientale dell'attuale presidente e il lavoro dell'Environmental Protection Agency (EPA), ovvero il corrispettivo americano del Ministero per l'Ambiente.

L'ultima di una serie di decisioni prese da questo braccio del governo, nonostante il parere contrario di molti degli scenziati che vi lavorano, e' una modifica alle regolamentazioni che sono applicate per salvaguardare la qualita' dell'aria.
Grazie a tale cambiamento, sara' piu' semplice ottenere un'autorizzazione a costruire centrali elettriche vicino a aeree naturali protette.
Si prevede che i dettagli del nuovo codice verranno finalizzati questa estate e molti esperti temono che le regolamentazioni che entreranno in effetto avranno un impatto diretto su alcuni dei parchi nazionali piu' rinomati del paese, Shenandoah in Virginia, Mesa Verde in Colorado e il Theodor Roosevelt in North Dakota.

Il cambiamento riguarda in particolare le modalita' con cui vengono calcolati i livelli di inquinamento nei parchi nazionali. D'ora in poi verra' tenuta in considerazione la media annuale anziche' le singole variazioni giornaliere. Di conseguenza, un picco significativo nei livelli d'inquinamento che pero' non dovesse durare a lungo, non violerebbe la legge.
Come commenta il blog TPMMuckraker, "e' un po' come se, quando si viene fermati da un poliziotto per eccesso di velocita' perche' si andava a 75 miglia all'ora in una strada in cui il limite e' 55, gli si rispondesse che in realta' si sta tenendo una media annuale di esattamente 55 miglia all'ora."