giovedì 4 dicembre 2008

La filosofia di Gates

Washington D.C. -- Il Segretario della Difesa Robert Gates, scelto da Bush e riconfermato lunedi' da Obama, pubblica sul numero di gennaio/febbraio della rivista Foreign Affairs la propria road-map per il futuro delle forze armate americane.
Il saggio di Gates e' uscito oggi in anteprima su Internet. Eccovi alcune anticipazioni:

"Quella che viene chiamata la guerra al terrore e', tragicamente, una prolungata e irregolare campagna mondiale -- una lotta tra le forze dell'estremismo e quelle della moderazione. L'uso diretto della forza continuera' a giocare un ruolo nella strategia di lungo periodo per battere i terroristi e altri estremisti. Ma, alla fine dei conti, gli Stati Uniti non riusciranno a conquistare la vittoria solo a forza di uccisioni e catture".

"Non pensare al futuro e non prepararsi per esso sarebbe irresponsabile, e la maggiorparte della gente al Pentagono, le forze armate e l'industria della difesa, si occupano proprio di cio'. Ma dobbiamo evitare di essere cosi' concentrati su futuri conflitti convenzionali e strategici da dimenticarci di garantirci oggi tutti gli strumenti necessari a combattere e vincere quei conflitti in cui gli Stati Uniti sono gia' coinvolti".

"Il sostegno per i programmi di modernizzazione convenzionali delle forze armate e' estremamente sentito come si vede dal budget del Dipartimento della Difesa, dalla sua burocrazia, all'industria della difesa e al Congresso. La mia preoccupazione fondamentale e' che manchi un sostegno istituzionale simile -- incluso al Pentagono - quando si tratta di vincere le guerre in corso oggi e quelle che le seguiranno prossimamente".

"Il passato recente ha dimostrato con chiarezza quali possano essere le conseguenze di un mancato intervento contro i gli stati canaglia e le insurrezioni armate. Il tipo di strumenti necessari a affrontare questi problemi non puo' essere considerato una distrazione esotica e momentanea. Gli Stati Uniti non hanno il lusso di ritirarsi solo perche' questi scenari non sono conformi al concetto di guerra accettato in America".


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